Sabato 19 settembre, a Zero Branco, non è andata in scena soltanto una gara: è andata in scena una festa del ciclismo amatoriale. Centottantacinque corridori hanno risposto presente all’11° Gran Premio Città di Zero Branco, sfidando un caldo ancora sorprendentemente estivo e un percorso che, come sempre, non ha regalato nulla.
E se a luglio la scelta di dividere le partenze, con Prima Serie e Seconda Serie in gare separate, aveva fatto discutere, oggi quella formula sembra aver trovato la sua definitiva consacrazione. Una soluzione che ha funzionato, ha reso le gare più leggibili e combattute e che ha dato ragione a chi, nell’organizzazione, ha avuto il coraggio di crederci.
Un merito che va riconosciuto soprattutto a Renzo Bottaro, autentico deus ex machina della manifestazione, che ha sostenuto con convinzione questa formula e ha contribuito a trasformare una scommessa organizzativa in una scelta vincente.
Il caldo, poi, ci ha messo del suo. Ma in una stagione nella quale le temperature hanno messo a dura prova gli atleti per settimane, i corridori sono arrivati a Zero Branco preparati anche a questo. Gambe allenate, testa pronta e voglia di battagliare: ne è uscita una giornata intensa, vissuta dall’inizio alla fine con il ritmo e la passione che appartengono alle grandi giornate del ciclismo amatoriale.
E quando anche il Sindaco e l’Assessore allo Sport di Zero Branco hanno voluto sottolineare la qualità della manifestazione, è arrivata la conferma di una giornata riuscita sotto ogni punto di vista.
Dietro ai 185 protagonisti in sella, infatti, c’è stata una macchina organizzativa impeccabile, capace di far funzionare ogni ingranaggio senza lasciare nulla al caso.
Pellin e Sari, fuga a due: tra i giovani tanto coraggio
Sono 43 i giovani che prendono il via a Zero Branco, e la gara non tarda a regalare spettacolo. A metà corsa, quando il gruppo sembra ancora compatto e la selezione appare tutt’altro che scontata, Alessio Pellin del Team Fausto Coppi Polyglass decide di cambiare ritmo.
Una volta non basta. Nemmeno due.
Servono tre accelerazioni per fare davvero la differenza e spezzare il gruppo. Un’azione insistita, cercata con determinazione, alla quale riesce a rispondere soltanto Mirko Sari del Team Fontanelle. I due si conoscono, si rispettano e soprattutto capiscono subito che, insieme, possono trasformare l’attacco in una fuga vera.
Cominciano così a darsi cambi regolari, mentre alle loro spalle il gruppo prova a reagire ma trova davanti i compagni di squadra dei due fuggitivi, bravi a controllare la situazione e a proteggere l’azione. Il vantaggio cresce fino a toccare i 30 secondi, quanto basta per giocarsi la vittoria lontano dal gruppo.
Davanti è una sfida a due, dietro è volata.
Il gruppo, infatti, arriva compatto allo sprint e a mettere tutti d’accordo è Carlo Polese del Team Saint Thomas, il più veloce nella volata degli inseguitori.
Le vittorie di categoria
Tra gli Junior è Moretto a conquistare la vittoria davanti a Giusti.
Nei Senior A successo di Delesto, che precede Vecchiato, mentre nei Senior B è proprio Alessio Pellin a raccogliere il premio per la sua splendida azione, davanti a Brunello.
Tra i Veterani A il più veloce è Carlo Polese, che precede Lavarda. Nei Veterani B, invece, la vittoria va a Mirko Sari, protagonista della fuga a due insieme a Pellin, con Gallina alle sue spalle.
E nei Gentleman A c’è anche una bella storia nella storia: dopo qualche anno lontano dalle competizioni, torna a mettere il numero sulla schiena Riccardo Bergamo e lo fa nel modo migliore possibile, centrando subito la vittoria. Alle sue spalle Zambolin e Calderan completano il podio.
Cattapan ritrova lo sprint vincente, Elisa Vanzetto brucia tutti a oltre 55 km/h
Se nella prima gara erano stati Pellin e Sari a infiammare la corsa, nella seconda partenza il copione cambia, ma lo spettacolo non manca. Sono 54 i corridori al via, tra Gentleman B, Super Gentleman e donne, pronti a giocarsi una gara che nel finale diventa una vera partita a scacchi.
Quando il traguardo si avvicina, la bagarre sale di tono e il gruppo si spezza. Tre uomini riescono a prendere il largo e a giocarsi la vittoria: a spuntarla è Daniel Cattapan del Team Romagna Cycling, che ritrova lo sprint vincente e regola il friulano Stefano Bravo. Terza piazza per il corridore di casa Marco Franzò, bravo a inserirsi nella sfida per il successo.
Ma la corsa non finisce lì. Alle spalle dei primi tre riescono ad avvantaggiarsi altri corridori e tra questi c’è un nome che merita una sottolineatura particolare: Luca Ghirardo del Team Fausto Coppi Polyglass, rientrato alle gare a metà di questa stagione dopo alcuni anni di stop.
Ghirardo dimostra subito di non aver perso una delle qualità che lo hanno sempre contraddistinto: sa leggere la corsa. Capisce quando è il momento di muoversi, coglie l’attimo giusto e si porta nel gruppetto buono. Poi, allo sprint, completa l’opera battendo i fratelli Roberto e Fabrizio Ruffin, rispettivamente secondo e terzo alle sue spalle.
E poi arriva la volata del gruppo, dove il pubblico ha modo di applaudire una prestazione da applausi. Elisa Vanzetto del Tecnoteam lancia uno sprint impressionante e non lascia spazio alle avversarie: un’accelerazione devastante, con la velocità che supera i 55 km/h, che le permette di mettere tutte in fila. Seconda è Erica Campagna del Team Fontanelle.
Tra le Donne B la vittoria parla sloveno: successo di Conradi, davanti a Busetto.
Le classifiche di categoria
Tra i Gentleman B è Marco Franzò a conquistare la vittoria davanti a Luca Ghirardo.
Nei Super Gentleman A è Daniel Cattapan a salire sul gradino più alto del podio, precedendo Stefano Bravo.
Nei Super Gentleman B successo di Beltrame davanti a Perrone.
Tra i Super Gentleman C, infine, vittoria di Tarlao, che precede Vivan e Bonaldo.
Una seconda gara che conferma la bontà della formula scelta dagli organizzatori: categorie ben distribuite, ritmo elevato e soprattutto la possibilità, per ogni fascia di età, di giocarsi la propria corsa fino all’ultimo metro.
Cristian Rocchetta vola a 46 km/h di media
Se c’era ancora bisogno di una conferma che a Zero Branco si sarebbe corso senza risparmio di energie, è arrivata puntuale nella gara dei Prima Serie. Qui non si è pedalato: si è volati. Ritmo altissimo fin dalle prime battute e una velocità media finale che racconta da sola l’intensità della corsa: 46 km/h.
A metà gara arriva l’azione che cambia il volto della competizione. Una decina di corridori accelera, apre un varco e prende il largo. Il gruppo prova a reagire, ma là davanti si viaggia a tutta e per gli attaccanti sarà ormai questione di amministrare il vantaggio fino al traguardo.
Dietro, però, c’è chi non vuole arrendersi. Otto corridori si organizzano, trovano l’accordo e cominciano a rosicchiare secondi. Una doppia fila impressionante, tirata a oltre 50 km/h, che nel finale permette agli inseguitori di riportarsi a pochi secondi dal gruppo di testa. Una rimonta che per poco non cambia completamente le sorti della gara. Allo sprint degli 8 a spuntarla è Giulio Serafin, che regola Sebastiano Scatà in una volata combattutissima.
Tra gli Junior il successo va a Cristian Rocchetta, autore di una prestazione di grande spessore e protagonista di una corsa chiusa a una media impressionante. Alle sue spalle Pozza, mentre completa il podio un ottimo Filippo Lucchetta del Team Fausto Coppi Polyglass.
Nei Senior A è Simonetto a conquistare la vittoria davanti a Brisotto e Scatà.
Tra i Senior B successo di Omar Pauletti, che precede Acciarri e Bonato.
Nei Veterani A è Maccagnan ad avere la meglio, bruciando allo sprint Dall’Armellina e Buso.
Tra i Veterani B torna a far parlare di sé un nome conosciuto anche ai massimi livelli del ciclismo: l’ex professionista Alessandro Bertuola si prende la vittoria davanti a Zardello e Zuppa, confermando classe e velocità anche nel ciclismo amatoriale.
Infine, nei Gentleman A, successo per Eros Della Mutta del Team Benato, che precede Brescacin e l’austriaco Thomas Westermayer.
Una gara da Prima Serie in piena regola: 46 km/h di media, accelerazioni continue, fughe, inseguimenti e una rimonta finale condotta a oltre 50 all’ora. A Zero Branco le gambe hanno parlato chiaro: quando il ritmo sale così, restare in gruppo diventa già una vittoria.
Bellinato e Marcon, lo sport che non ha età
Quarantadue corridori al via, tutti rigorosamente over 55, e una media di 43 km/h. Bastano questi due numeri per capire che parlare di ciclismo amatoriale, a Zero Branco, è decisamente riduttivo. Perché quando si pedala a queste velocità, di amatoriale rimane ben poco: servono allenamento, sacrificio, testa e soprattutto una passione capace di tenere accesa la voglia di correre.
Nella seconda partenza dei Prima Serie il migliore è Bellinato, autore di una gara solida e veloce. Ma accanto al vincitore c’è un altro protagonista che merita un applauso speciale: Renzo Marcon.
Il suo successo è molto più di una semplice vittoria di categoria. È la dimostrazione che la grinta non ha età e che la passione per la bicicletta non va in pensione.
Perché il segreto, in fondo, è tutto qui: crederci e non mollare mai. Quando gli altri vanno al bar, tu ti alleni. Quando gli altri si abbuffano, tu recuperi e pensi alla prossima uscita. Quando gli altri cominciano a rallentare, tu continui a spingere. E prima o poi, i risultati arrivano.
Marcon lo ha dimostrato ancora una volta, trasformando la gara di Zero Branco in una bella lezione di sport e di vita.
Le vittorie di categoria
Tra i Gentleman B è Bellinato del Team New Model Designer a conquistare la vittoria, davanti a Olivo e Zambon.
Nei Super Gentleman A successo di Gavagnin, che precede Tubia e Terpin.
Tra i Super Gentleman B arriva la firma di Renzo Marcon, primo davanti a Salgarelli e Milan.
Nei Super Gentleman C, infine, è Gretter a salire sul gradino più alto del podio, precedendo Ometto e Bonaldo.
A chiudere questa seconda partenza resta soprattutto un’immagine: 42 uomini over 55 che pedalano a 43 km/h di media. Un numero che vale più di mille discorsi e che racconta una verità semplice: finché c’è la voglia di allenarsi, di soffrire e di inseguire un traguardo, l’età è soltanto un numero scritto sulla carta d’identità.
Una gara da mettere in archivio, ma non da dimenticare
Va in archivio anche questa bella giornata di ciclismo. Ci tenevo a scrivere queste due righe perché non si perda nel tempo, perché magari tra qualche anno qualcuno potrà rileggere questo racconto e dire, con un sorriso: “Io c’ero”.

È anche questo il bello del nostro ciclismo: le classifiche passano, le gare finiscono, ma restano i nomi, le storie, le amicizie e i ricordi di chi quel giorno ha messo un numero sulla schiena e ha pedalato.
La stagione ormai si avvia verso il finale. Sabato prossimo appuntamento con la “Gara delle Foglie Morte” a San Nicolò, una corsa che porterà con sé anche il ricordo di Renzo Campaner, che qualche anno fa ci lasciò proprio nel giorno della gara.
Poi sarà la volta della classicissima di Caorle, altra gara dal sapore speciale, legata indissolubilmente al ricordo di Lorenzo De Luca, per tanti anni anima e grande organizzatore di questa splendida manifestazione.
Due gare, due ricordi, due nomi che fanno parte della storia del nostro ciclismo.
Noi saremo ancora lì, a raccontare chi pedala, chi attacca, chi vince e chi semplicemente continua a esserci. Perché, alla fine, è proprio questo che rimane.
Vi aspettiamo numerosi, per vivere insieme le ultime pagine di questa stagione
Edi Tempestin




















