Vittoria al Campionato Nazionale Donatori del Sangue 2025: la maglia tricolore è finita sulle spalle di Gilda Segato, un’atleta appassionata, una donna generosa e un esempio per tutta la comunità. Scopriamo chi è la protagonista di questo successo.
Gilda, raccontaci un po’ di te: chi sei fuori dalla bici?
Ho una vita piuttosto attiva: lavoro in un’azienda del settore alimentare dove mi occupo della pianificazione della produzione e, nel tempo libero, amo fare sport: ho iniziato da bambina con il ciclismo, prima di dedicare quasi 20 anni alla pallavolo e al beach volley. Ho ripreso ad andare in bici “seriamente” in seguito al lockdown ed ora lo pratico, alternandolo alla corsa.
Donare il sangue è un gesto prezioso: cosa ti ha spinto a iniziare, e cosa ti fa continuare?
Mi rendo conto di quanto diamo per scontata la quotidianità che viviamo ogni giorno. Sembra sempre tutto dovuto, banalmente i nostri nervosismi quotidiani riguardano bisogni secondari o futilità. Ma, se ci guardiamo attorno, le situazioni più difficili esistono, c’è chi nemmeno ha la possibilità di scegliere. E non è escluso che un domani ognuno di noi possa trovarsi in certe condizioni. Donare è un gesto semplice e gratuito che può rivelarsi un aiuto prezioso a chi ne ha bisogno. Seppur nel mio piccolo, pensare di poter dare un utile contribuito alla vita di qualcuno in difficoltà, mi rende felice.
Hai appena vinto un tricolore: che emozioni hai provato a portare questo titolo nella “casa Segato”?
Ah, a casa Segato, da sempre, regna il ciclismo! Mio papà lo pratica sin da quando era bambino e anche il resto della famiglia segue questo sport con passione. Portare a casa la maglia tricolore è stato bello, specie per la causa, anche se l’analisi del “cosa bisogna migliorare” dopo la corsa non manca mai😊
Oltre al ciclismo, qual è il tuo hobby preferito? Cosa ti appassiona nel tempo libero?
Amo molto la montagna, in tutte le stagioni, e negli ultimi anni ho riscoperto la corsa. Spesso combino le due cose 😊
Hai un ciclista o una ciclista che ti ispira particolarmente? Se sì, perché?
Tutti conosciamo i grandi ciclisti della storia e stiamo seguendo il percorso delle nuove stelle. Pensandoci bene, preferisco citare un mio “coetaneo”: Wout Van Aert. Penso abbia grande carisma, potenza e combattività. Ammiro anche la sua capacità di riuscire a risalire dopo i periodi di bassa.
Cosa ti piace del mondo del ciclismo amatoriale? E cosa invece pensi possa essere migliorato?
Sono pochi anni che frequento gli ambienti del ciclismo amatoriale. Nei giorni di gara mi piace il calore e l’accoglienza che si riceve e, nel mio caso, ritrovarmi con le altre donne in gara. Penso ci sia una sana competizione tra di noi e, anzi, da loro posso ancora imparare tanto!
Da migliorare suggerirei probabilmente l’attrattività delle corse verso le categorie dei più giovani.
Hai un sogno nel cassetto, dentro o fuori dal mondo dello sport?
Personalmente, non citerei niente di particolare al momento. Più che sogni, mi piace pormi degli obiettivi, nello sport e nella vita. La sensazione che si prova nel raggiungerli è bellissima.
Grazie Gilda per il tuo tempo e per il tuo esempio! Un’ultima domanda: che messaggio vuoi lasciare a chi non ha mai donato sangue?
C’è spesso più gioia nel dare che nel ricevere, donare è un atto di altruismo, ma alla fine si rivela essere una gioia personale. Provare per credere!
Edi Tempestin





